I kopjes…

Uno degli scenari più affascinanti che potete trovare durante un safari in Kenya è quello dei kopjes (pronunciato kopiis), enormi rocce antichissime che sembrano messe lì dai giganti.

L’esempio più eclatante è il Parco Nazionale dello Tsavo Ovest, il quale di fatto è uno dei parchi dall’impatto scenografico più suggestivo.

I kopjes si possono trovare anche in Tsavo Est, Masai Mara, Meru National Park , ecc ecc…

Ma queste rocce non devono essere viste solamente come uno sfondo paesaggistico molto fotogenico,.. c’è molto di più da sapere a riguardo!

19

NOVEMBRE 2020

Geologia

Habitat

Ecologia

La domanda da porsi è: che cos’è un kopje, geologicamente parlando?

I kopjes sono cumuli di rocce antichissime che si protendono dal suolo e dalle rocce circostanti più recenti, ed ecco perché vengono chiamati anche inselbergs, ovvero “mountain islands”.

Sono fatti sia di gneiss, una roccia metamorfica originatasi dal granito, sia di granito e diorite, entrambe rocce intrusive.

I kopje sono antichissimi, tutti appartenenti all’età Pre-cambriana, ovvero almeno 500 milioni di anni fa.

Si sono tutti formati e poi raffreddati sotto la superficie della terra, a causa delle attività vulcaniche. Successivamente, nel corso dei milioni di anni, le rocce circostanti sono state erose, esponendo le rocce ignee e metamorfiche sottostanti più dure.

Parleremo più in dettaglio la prossima volta sui processi di formazione.

 

Ora, qual è il loro ruolo all’interno dell’ecosistema savana?

I kopjes sono un habitat davvero unico, dove vive un gruppo di animali e piante molto specializzato.

E’ qui che possiamo trovare il saltarupi, o oreotrago, e la procavia ed è l’unico habitat dove trovare alcuni tipi di uccelli, come la rock-loving cisticola, come il nome giustamente suggerisce.

Dal punto di vista floristico, i fichi delle rocce sono altrettanto comuni da queste parti, ma quasi impossibili da trovare in altri luoghi. Si possono trovare anche i gigli fiammanti, tanto belli quanti mortali, in quanto sono assai velenosi, sia per gli animali che per gli esseri umani.

Insieme a queste specie ben adattate all’ambiente roccioso, troviamo anche molte di quelle specie che di solito sono associate alla vegetazione fluviale, come fichi, tamarindi, e…. leopardi!

 

Saltarupi o oreotrago (Oreotragus oreotragus)

Procavia delle rocce (Procavia capensis)

Giglio fiammante (Gloriosa superba)

Fico delle rocce 

Perché?

Bè, per rispondere dobbiamo di nuovo prendere in esame i “big 4” e analizzare come i kopjes li influenzano:

1. Disponibilità d’acqua: potresti pensare che i kopjes siano luoghi aridi e brulli, ma non del tutto in realtà: le rocce sono senz’altro aride, ma ci sono anche conche e spaccature che trattengono l’acqua per un lungo periodo. Infatti i fichi sono particolarmente “abili” nell’allungare le loro radici sulle rocce in cerca dell’umidità. Anche mammiferi e uccelli sono a conoscenza di queste fonti d’acqua nascoste tra le rocce e le utilizzano durante tutta la stagione secca. Questo permette alle specie dipendenti dall’acqua di sopravvivere in savana anche quando tutto intorno è completamente arido.

2. Erbivori: avete mai visto un elefante o una giraffa su un kopje? No, nemmeno io, o almeno non in cima. Sebbene ci sia una comunità di erbivori specializzati, come le procavie e i saltarupi, l’impatto dei mega-erbivori qui sui kopje è minimo, permettendo alle piante indifese (quelle senza spine per intenderci) di prosperare, cosa che non riescono a fare nelle pianure.

 

3. Incendi: i kopjes sono zone tagliafuoco.

Infatti grandi aree di roccia nuda non possono bruciare e le piante che crescono qui sono di conseguenza salve.

Come sappiamo il fuoco può essere il processo principale che determina la presenza di una foresta o della savana nelle aree più umide, per cui non dovrebbe esserci nessuna sorpresa che ci sia una vegetazione di tipo boscosa sui kopjes.

 

4. Nutrienti: proprio come le rocce brulle, con i loro avvallamenti e crepe, permettono all’acqua di depositarsi e rimanerci a lungo, la stessa cosa succede con le feci degli animali, come procavie e babbuini, con i detriti fogliari ecc., favorendo un terreno altamente nutritivo (e pertanto fine) per le piante.

Ma c’è di più: esistono diverse specie di animali che usano i kopjes in certi momenti della giornata o della notte, per portarci il loro cibo (e le loro feci), aumentando ancora di più il livello nutritivo del terreno.

Un esempio è dato dal leopardo che caccia in pianura, ma porta le sue prede sugli alberi o sui kopje (o entrambi). Oppure le aquile che nidificano sulle rupi, ma si alimentano in un’area molto più grande.

 Questo si traduce in un grande afflusso di nutrienti, direttamente dalle pianure circostanti, su vasta scala.

Qui, tutti e quattro i “big 4” della savana sono sostanzialmente diversi rispetto a quelli delle pianure circostanti, ma parecchio simili a quelli dell’habitat fluviale, dove scorrono i fiumi come il Mara o il Galana River in Tsavo, per cui non sorprende il fatto che alcuni elementi siano condivisi tra questi due differenti habitat.

Coppia di leoni durante la siesta sulle rocce (Panthera leo)

Quindi, abbiamo visto come i kopjes possano essere interpretati come una grande pompa che tira verso di sè i nutrienti dalle pianure, concentrandoli sulle rocce,.. ma c’è un altro modo in cui essi alterano l’ecologia del paesaggio circostante: i predatori.

Proprio come i leopardi, anche i leoni amano stare sui kopjes.

Sono posti fantastici dove prendere il sole al mattino o alla sera e offrono punti di osservazione ideali per individuare le prede.

In più, le rocce e la vegetazione fitta rendono più facili gli agguati.

Ecco che i kopjes sono un luogo da evitare, se sei un antilope gustosa.

Fuori, sulle pianure sterminate, l’antilope infatti ha la possibilità di vedere molto lontano e per i leoni e altri predatori è più difficile cacciare.

I branchi di leoni delle pianure del Masai Mara possono avere un territorio di oltre 200 km2, in confronto ai 15 km2 nella savana alberata per esempio.

Per cui, se sei uno gnu, una zebra o un bufalo, sarebbe più saggio evitare le immediate vicinanze di un kopje, e se togliamo dalla scena tutti questi erbivori che brucano l’erba, otterremmo sicuramente un cambiamento nell’ecologia anche qui.

Questo significa che l’impatto ecologico dei kopjes si diffonde più lontano delle rocce stesse e in maniera più ampia attraverso il paesaggio circostante.

 

 

Tutto questo è davvero molto interessante e, quando vi troverete proprio su un kopje ad aspettare che il sole scenda con un drink in mano, magari insieme a noi, noterete tutto questo! 😉

Alla prossima.

Sara

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